Zürcher Nachrichten - >ANSA-INTERVISTA/ 'L'accordo Xi-Trump porta fiducia e stabilità'

EUR -
AED 4.33804
AFN 76.779267
ALL 96.374356
AMD 447.71893
ANG 2.114485
AOA 1083.182631
ARS 1712.435599
AUD 1.697929
AWG 2.129156
AZN 2.011163
BAM 1.949197
BBD 2.381632
BDT 144.620112
BGN 1.983712
BHD 0.445341
BIF 3515.012221
BMD 1.181224
BND 1.502025
BOB 8.200568
BRL 6.212068
BSD 1.182494
BTN 108.134162
BWP 15.563937
BYN 3.38593
BYR 23151.984599
BZD 2.378154
CAD 1.613144
CDF 2675.471776
CHF 0.921278
CLF 0.025959
CLP 1025.018142
CNY 8.211572
CNH 8.199329
COP 4283.495142
CRC 586.717511
CUC 1.181224
CUP 31.302428
CVE 109.892748
CZK 24.309266
DJF 210.575606
DKK 7.470035
DOP 74.68921
DZD 153.350921
EGP 55.624997
ERN 17.718356
ETB 184.332392
FJD 2.632594
FKP 0.862003
GBP 0.865223
GEL 3.183433
GGP 0.862003
GHS 12.966078
GIP 0.862003
GMD 86.229201
GNF 10375.983988
GTQ 9.073265
GYD 247.402417
HKD 9.225398
HNL 31.214264
HRK 7.534907
HTG 154.976996
HUF 381.085803
IDR 19826.839872
ILS 3.660205
IMP 0.862003
INR 108.080773
IQD 1549.052714
IRR 49759.048718
ISK 144.994919
JEP 0.862003
JMD 185.663438
JOD 0.837461
JPY 183.725144
KES 152.531745
KGS 103.297792
KHR 4761.073794
KMF 490.207333
KPW 1063.101334
KRW 1718.00772
KWD 0.362955
KYD 0.985404
KZT 597.142286
LAK 25429.965772
LBP 105893.477113
LKR 366.184232
LRD 219.356234
LSL 18.93177
LTL 3.487847
LVL 0.714511
LYD 7.470788
MAD 10.783173
MDL 20.020031
MGA 5273.159935
MKD 61.663383
MMK 2480.553789
MNT 4210.619832
MOP 9.512677
MRU 46.954944
MUR 53.92267
MVR 18.261671
MWK 2050.363246
MXN 20.509776
MYR 4.656351
MZN 75.314989
NAD 18.93177
NGN 1646.685402
NIO 43.512605
NOK 11.46028
NPR 173.01539
NZD 1.96659
OMR 0.454064
PAB 1.182499
PEN 3.982709
PGK 5.066837
PHP 69.546314
PKR 331.003457
PLN 4.221091
PYG 7862.366893
QAR 4.322657
RON 5.095918
RSD 117.433734
RUB 90.421532
RWF 1728.744025
SAR 4.429696
SBD 9.510756
SCR 17.716387
SDG 710.496468
SEK 10.592606
SGD 1.50306
SHP 0.886224
SLE 28.733281
SLL 24769.669596
SOS 675.81645
SRD 44.91603
STD 24448.945792
STN 24.417288
SVC 10.347082
SYP 13063.832022
SZL 18.9229
THB 37.308921
TJS 11.044235
TMT 4.134283
TND 3.411544
TOP 2.844103
TRY 51.370125
TTD 8.005948
TWD 37.334917
TZS 3057.585555
UAH 50.925541
UGX 4223.692596
USD 1.181224
UYU 45.874604
UZS 14456.031409
VES 408.634194
VND 30735.440779
VUV 140.750731
WST 3.202039
XAF 653.770082
XAG 0.015034
XAU 0.000251
XCD 3.192316
XCG 2.131081
XDR 0.811755
XOF 653.742502
XPF 119.331742
YER 281.51517
ZAR 18.981261
ZMK 10632.429606
ZMW 23.206373
ZWL 380.353551
>ANSA-INTERVISTA/ 'L'accordo Xi-Trump porta fiducia e stabilità'
>ANSA-INTERVISTA/ 'L'accordo Xi-Trump porta fiducia e stabilità'

>ANSA-INTERVISTA/ 'L'accordo Xi-Trump porta fiducia e stabilità'

L'ambasciatore cinese all'ANSA: 'Con Roma grandi opportunità'

Dimensione del testo:

(di Antonio Fatiguso) La tregua commerciale Cina-Usa ha rafforzato "la fiducia dei mercati globali, promosso la sicurezza e la fluidità delle catene industriali", offrendo al mondo, "in un contesto turbolento, un certo grado di stabilità e prevedibilità". A parlare é l'ambasciatore cinese in Italia Jia Guide, in un'intervista all'ANSA in cui si é soffermato anche sul Piano quinquennale economico e di sviluppo tracciato dal quarto Plenum del Comitato centrale del Partito comunista cinese e del potenziale dei legami tra Cina e Italia. Su Taiwan poi, ha ribadito il diplomatico, la riunificazione è un passo fondamentale per il 'rinnovamento' della Repubblica popolare e "riflette l'aspirazione condivisa di tutti nella nazione cinese". L'EFFETTO XI-TRUMP. Dopo sei anni i leader di Cina e Usa "hanno tenuto con successo un incontro, tracciando nuovamente la rotta delle relazioni in un momento cruciale" e dimostrando "che gli interessi comuni" dei due Paesi "superano di gran lunga le loro divergenze. E che la cooperazione rappresenta l'unica scelta corretta per entrambe le parti". La Cina, afferma Jia, vuole regolare i legami con Washington in base alle linee sostenute da Xi: "Rispetto reciproco, coesistenza pacifica e cooperazione vantaggiosa per tutti" per "il benessere di oltre 1,7 miliardi di persone dei due Paesi" e gli interessi di più di 8 miliardi di persone nel mondo. IL PIANO QUINQUENNALE. L'ambasciatore osserva che le proposte approvate a ottobre dal quarto Plenum del XX Comitato centrale del Pcc hanno delineato "un ambizioso piano per lo sviluppo della Cina nei prossimi cinque anni", con obiettivi "quali il conseguimento di risultati significativi nello sviluppo di alta qualità, un notevole rafforzamento dell'autonomia e della capacità di innovazione scientifica e tecnologica". Guardando al futuro, la Cina - assicura Jia - offrirà ai propri partner commerciali, tra cui l'Italia, "importanti opportunità principalmente in alcuni ambiti come il mercato, grazie all'ampliamento del ceto medio cinese e della domanda dei consumatori e la cooperazione nell'innovazione scientifica e tecnologica". Con l'Ue, poi, Pechino condivide "ampi interessi comuni in campo economico e commerciale". Quanto all'Italia, Jia ricorda come a ottobre si sia tenuta a Roma la XII sessione del Comitato Intergovernativo Italia-Cina, con le parti che "hanno convenuto sulla necessità di ampliare il commercio e la cooperazione nei rispettivi settori di eccellenza e nelle aree ad alta tecnologia, condividendo le opportunità di sviluppo". LA QUESTIONE DI TAIWAN. "La realizzazione della piena riunificazione nazionale" é "l'aspirazione comune di tutti nella nazione cinese, nonché elemento essenziale della grande rinascita del popolo cinese", nota Jia. Il quarto Plenum "ha sottolineato che verranno adottate ulteriori misure per approfondire gli scambi e la cooperazione tra le due sponde, promuovendo insieme la protezione e la valorizzazione della cultura cinese". Si tratta comunque di "un affare interno della Cina", afferma. E glissando sulla validità o meno dell'opzione militare, Jia rileva che "gli Usa possono avere un ruolo", rispettando "rigorosamente il principio della 'Unica Cina' e i tre comunicati congiunti Cina-Stati Uniti, cessando di inviare segnali errati alle forze separatiste per l'indipendenza di Taiwan". IL PUNTO DI PECHINO. Malgrado Taiwan non sia mai stata controllata dalla Repubblica popolare, abbia i suoi assetti istituzionali e una sua moneta, il diplomatico definisce "indiscutibile" che l'isola appartenga alla Cina fin dai tempi antichi, come dimostrano la storia e il diritto". A tal proposito, la Dichiarazione del Cairo, il Proclama di Potsdam, "tutti aventi forza vincolante secondo il diritto internazionale", dimostrano "pienamente - afferma - che la Cina ha recuperato Taiwan sia de jure sia de facto". Poi nel 1971 - ricorda l'ambasciatore - l'Assemblea generale dell'Onu approvò la Risoluzione 2758 e riconobbe "esplicitamente i rappresentanti del governo della Repubblica popolare cinese come gli unici legittimi rappresentanti della Cina presso le Nazioni Unite. Il presupposto logico della risoluzione è che 'Taiwan appartiene alla Cina'". IL 'CONSENSO DEL 1992'. Nel 1992, ricorda quindi l'ambasciatore, il Pcc e i nazionalisti taiwanesi del Kuomingtang (Kmt) "hanno raggiunto un consenso secondo cui ciascuna parte ha espresso il proprio impegno a rispettare il principio di una sola Cina. Tra il 2008 e il 2016, gli scambi economici e commerciali tra le due sponde hanno superato i 100 miliardi di dollari". Tuttavia, William Lai Ching-te, il presidente di Taiwan e leader del Partito democratico progressista (Dpp), "si definisce un 'pragmatico lavoratore dell'indipendenza di Taiwan'", accusa Jia, secondo cui il Dpp mantiene "ostinatamente una posizione separatista di indipendenza", nega il 'Consenso del 1992' e cerca "deliberatamente di minare lo status quo nello Stretto di Taiwan, tentando di separare la regione di Taiwan dalla Cina". Sulla base politica comune del rispetto del 'Consenso del 1992' e del rigetto dell'indipendenza - conclude l'ambasciatore di Pechino a Roma - la Cina "è disposta a collaborare con tutti i partiti politici, le organizzazioni e i cittadini di Taiwan", incluso il Kmt, la cui leader Cheng Wenli si è insediata il primo novembre. "Nella sua risposta al messaggio di congratulazioni del presidente Xi Jinping, Cheng ha dichiarato che continuerà a rispettare il 'Consenso del 1992'".

A.Senn--NZN