Argentina, scontro alla Camera sulla riforma della legge sui ghiacciai
Il governo Milei punta all'approvazione, tra le proteste degli ambientalisti
Al termine di un dibattito teso, l'esecutivo del presidente ultraliberista argentino Javier Milei ha compiuto un passo cruciale alla Camera dei deputati per far approvare la riforma della cosiddetta legge sui ghiacciai, un'iniziativa che mira ad autorizzare l'attività mineraria nelle aree periglaciali a determinate condizioni. Il sostegno parlamentare di cui gode la coalizione di partiti al governo, rafforzato da alleati temporanei e da alcuni settori dell'opposizione, lascia presagire un esito favorevole nella seduta prevista per le 15 locali di oggi (le 20 italiane). Gruppi ambientalisti, tra cui Greenpeace, hanno in programma manifestazioni in diverse province e a Buenos Aires in concomitanza con il dibattito parlamentare pomeridiano, che potrebbe protrarsi fino a tarda notte. A febbraio, il Senato aveva già dato il via libera alla riforma, che concederebbe alle province maggiore autonomia nella definizione di aree protette "strategiche" o "rilevanti" e, sulla base di tali definizioni, autorizzerebbe determinate attività economiche come quella mineraria. Il disegno di legge ha generato un'accesa discussione nella seduta congiunta della Commissione per le risorse naturali e la tutela dell'ambiente umano e della Commissione per gli affari costituzionali, alla quale hanno partecipato funzionari nazionali e provinciali legati al settore minerario. Il segretario nazionale delle Miniere, Luis Lucero, ha difeso la proposta di fronte ai deputati, che lo hanno interrogato sulla portata delle modifiche e sulle loro potenziali conseguenze ambientali. Secondo l'Inventario nazionale dei ghiacciai del 2018, l'Argentina possiede quasi 17.000 masse di ghiaccio di dimensioni superiori a un ettaro. Milei, presidente dal 2023, è determinato ad aumentare la capacità dell'Argentina di sfruttare rame, litio, oro e argento.
W.F.Portman--NZN