Ematologia di Treviso su 'The Lancet' grazie allo studio sul linfoma non Hodgkin
In Italia circa 1.000 nuovi casi all'anno, tra i 50 e i 75 nella sola regione Veneto
L'attività di ricerca clinica nell'ambito dei Linfomi dell'Unità operativa complessa di Ematologia e Trapianto raggiunge i massimi livelli di riconoscimento scientifico globale. La rivista The Lancet ha, infatti, pubblicato i risultati dello studio internazionale di Fase III "Triangle", che vede tra i suoi firmatari e autori principali Piero Maria Stefani della Uoc Ematologia e Trapianto di Treviso. Lo studio internazionale Triangle, con il contributo chiave del Centro di Treviso, stabilisce il nuovo standard terapeutico di prima linea con l'introduzione di un farmaco biologico mirato che aumenta l'efficacia delle cure e riduce drasticamente il ricorso all'autotrapianto di cellule staminali. Questo traguardo consolida la sanità trevigiana come punto di riferimento internazionale per la cura delle patologie oncoematologiche, offrendo ai pazienti del territorio i protocolli di cura più avanzati e sicuri al mondo. Il Linfoma non Hodgkin di tipo mantellare è una neoplasia ematologica rara e aggressiva. In Italia fa registrare circa 1.000 nuovi casi all'anno (tra i 50 e i 75 nella sola regione Veneto) e richiede terapie ad alta specializzazione. Fino ad oggi, il percorso standard prevedeva una forte intensificazione farmacologica seguita da autotrapianto di cellule staminali. Avviato nel luglio 2016, lo studio Triangle ha coinvolto 165 centri internazionali sotto l'egida del European Mcl Network. I dati clinici, basati su oltre 4 anni e mezzo di rigorose verifiche, dimostrano una svolta epocale: l'aggiunta alla terapia standard di un farmaco target mirato (un inibitore della tirosin-kinasi di Bruton) riduce drasticamente la necessità di ricorrere all'autotrapianto. Questo nuovo approccio non solo migliora significativamente l'efficacia delle cure, ma garantisce anche un profilo di sicurezza e tollerabilità nettamente superiore per i pazienti. In Veneto sono stati selezionati per questa importante sperimentazione clinica solo i centri d'eccellenza di Treviso, Padova e Vicenza. Sotto la guida di Anna Candoni, direttrice della UOC Ematologia e Trapianto, l'équipe che segue i linfomi a Treviso ha confermato la sua elevata expertise terapeutica.
L.Zimmermann--NZN