Zürcher Nachrichten - Ettore Scola, l'eredità a dieci anni dalla morte

EUR -
AED 4.250678
AFN 72.918041
ALL 96.067465
AMD 436.932685
ANG 2.071904
AOA 1061.367148
ARS 1614.573682
AUD 1.634575
AWG 2.086276
AZN 1.972142
BAM 1.972698
BBD 2.332168
BDT 142.080747
BGN 1.978413
BHD 0.436949
BIF 3437.580732
BMD 1.157435
BND 1.485596
BOB 8.001925
BRL 6.042616
BSD 1.157939
BTN 107.880297
BWP 15.801103
BYN 3.580572
BYR 22685.717965
BZD 2.32886
CAD 1.590258
CDF 2633.163673
CHF 0.913169
CLF 0.026762
CLP 1056.726175
CNY 7.98682
CNH 7.967438
COP 4274.220751
CRC 541.77124
CUC 1.157435
CUP 30.672017
CVE 112.32935
CZK 24.46157
DJF 205.69948
DKK 7.470818
DOP 68.086114
DZD 153.068157
EGP 60.468898
ERN 17.361519
ETB 181.942975
FJD 2.556252
FKP 0.868855
GBP 0.862243
GEL 3.142482
GGP 0.868855
GHS 12.612219
GIP 0.868855
GMD 85.650189
GNF 10159.345308
GTQ 8.857761
GYD 242.257739
HKD 9.066706
HNL 30.752706
HRK 7.534086
HTG 151.887632
HUF 390.323942
IDR 19551.674454
ILS 3.619692
IMP 0.868855
INR 107.73737
IQD 1516.239313
IRR 1522171.1655
ISK 143.799756
JEP 0.868855
JMD 181.912765
JOD 0.820653
JPY 182.822601
KES 150.005481
KGS 101.215228
KHR 4641.312752
KMF 495.381662
KPW 1041.677217
KRW 1723.362105
KWD 0.354453
KYD 0.965012
KZT 556.866583
LAK 24855.907577
LBP 103648.268002
LKR 360.942102
LRD 212.274287
LSL 19.479641
LTL 3.417604
LVL 0.70012
LYD 7.384117
MAD 10.832141
MDL 20.292792
MGA 4820.714971
MKD 61.634594
MMK 2430.311069
MNT 4150.377902
MOP 9.342916
MRU 46.424425
MUR 53.832532
MVR 17.88262
MWK 2010.463866
MXN 20.538231
MYR 4.559163
MZN 73.961088
NAD 19.479093
NGN 1570.409946
NIO 42.500812
NOK 10.997709
NPR 172.603009
NZD 1.971059
OMR 0.445035
PAB 1.157979
PEN 3.99836
PGK 4.979257
PHP 69.211938
PKR 323.097975
PLN 4.267571
PYG 7524.225019
QAR 4.218386
RON 5.093054
RSD 117.434432
RUB 99.715141
RWF 1688.697067
SAR 4.345484
SBD 9.315708
SCR 16.728436
SDG 695.617571
SEK 10.760999
SGD 1.479253
SHP 0.868376
SLE 28.53087
SLL 24270.837165
SOS 661.476645
SRD 43.40615
STD 23956.559163
STN 24.884844
SVC 10.132098
SYP 127.929815
SZL 19.479951
THB 37.605283
TJS 11.087547
TMT 4.051021
TND 3.369582
TOP 2.786824
TRY 51.283377
TTD 7.848604
TWD 36.825979
TZS 3006.437007
UAH 50.920909
UGX 4376.679727
USD 1.157435
UYU 46.903191
UZS 14114.91435
VES 526.268876
VND 30428.955372
VUV 138.207434
WST 3.162366
XAF 661.659074
XAG 0.015864
XAU 0.000249
XCD 3.128025
XCG 2.086894
XDR 0.822888
XOF 661.473924
XPF 119.331742
YER 276.106212
ZAR 19.366681
ZMK 10418.297556
ZMW 22.667344
ZWL 372.693466
Ettore Scola, l'eredità a dieci anni dalla morte
Ettore Scola, l'eredità a dieci anni dalla morte

Ettore Scola, l'eredità a dieci anni dalla morte

L'ironia come detonatore della coscienza. Le sue tracce da Virzì a Zalone

Dimensione del testo:

(di Giorgio Gosetti) Dei grandi campioni della commedia all'italiana Ettore Scola è stato senz'altro l'ultimo maestro e il più amato discepolo sulla scia di Monicelli, Comencini, Risi. A dieci anni dalla sua scomparsa, il 19 gennaio 2016, è legittimo chiedersi quali lezioni e quale eredità ci lascia un autore capace di ferire al cuore vizi e virtù degli italiani e della nostra società, usando magistralmente le chiavi dell'ironia ("Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?"), dell'affresco storico ("Una giornata particolare"), della nostalgia ("C'eravamo tanto amati"). Il cinema di Ettore Scola, nato a Trevico, provincia di Avellino, il 10 maggio 1931, attraversa un arco storico che ha visto l'Italia cambiare tra la rinascita del dopoguerra e l'inizio del nuovo millennio. Il "ragazzo delle 3 E" (si chiamava Ettore, Euplio, Emidio, tutti nomi importanti) approda appena quindicenne alla redazione del Marc'Aurelio, il giornale satirico in cui incontra il suo primo amico e sodale, Ruggero Maccari, e compagni di strada destinati alla fama come Federico Fellini. A quella stagione regalerà nel 2013 il suo ricordo più toccante e autobiografico, "Che strano chiamarsi Federico". Col cinema fa amicizia fin dai primi anni '50, mettendo il suo talento di battutista folgorante e sceneggiatore sapiente al servizio di commedie popolari come "Fermi tutti…arrivo io" (il suo esordio ufficiale nel 1953), "Due notti con Cleopatra" (diretto da Mario Mattoli), "Un americano a Roma" di Steno con cui nel 1955 si conquista i gradi di scrittore da cinema, seducendo anche Alberto Sordi che prima si affidava solo all'amico Rodolfo Sonego. La gavetta dietro la scrivania dura un decennio finché, dopo il successo de "Il sorpasso" e "La marcia su Roma" (entrambi nel 1962), Mario Cecchi Gori gli affida la regia di "Se permettete parliamo di donne" (1963) di cui firma anche la sceneggiatura insieme a Maccari. La lista dei successi e dei titoli memorabili nella filmografia di Scola è fin troppo lunga e, come scrive Walter Veltroni in un sentito ricordo dell'amico e compagno di scelte politiche (Ettore è stato anche ministro ombra della cultura nel Pci), ha un filo rosso ben visibile nel tema dell'amicizia e della solidarietà. C'è nel suo cinema un afflato bonario e generoso che però non gli impediva di fustigare con le armi della satira o della denuncia i mali che sempre più stringevano d'assedio una società progressivamente corrotta dal denaro, dall'arrivismo, dal cinismo. Da "Il commissario Pepe" con Ugo Tognazzi (1969) a "La più bella serata della mia vita" con Alberto Sordi (1972), dal primo capolavoro ("C'eravamo tanto amati", 1974) al film della vita ("Una giornata particolare", 1977), dagli affreschi corali ("La terrazza" e "La famiglia"), ai ritratti storici ("Il mondo nuovo" o "Il viaggio di Capitan Fracassa"), fino alla rabbia dolorosa di "Brutti, sporchi e cattivi"con Nino Manfredi e alla nostalgia sconsolata di "Che ora è?" e "Splendor". Entrambi scritti per Marcello Mastroianni e un singolare "figlio adottivo" di nome Massimo Troisi. Per tutta la sua vita artistica Scola ha saputo mutare costantemente la sua lettura della società italiana, ma tenendo ben stretto un fil rouge dello sguardo che ci regala anche oggi. Cosa resta nel cinema italiano di oggi di questa meravigliosa eredità? Ci sono stati epigoni e discepoli che si sono incamminati sulla stessa strada, a cominciare da Paolo Virzì, per arrivare perfino a Nanni Moretti: autori capaci di indignazione e sorriso, adesione al proprio tempo e volontà di guardare avanti. Ci sono stati allievi come Ugo Fabrizio Giordani e Gianfrancesco Lazotti che hanno camminato nel solco del suo stile. E si può perfino pensare che certi tratti della gentilezza irriverente di Checco Zalone oggi lo avrebbero divertito. Più difficilmente avrebbe approvato la deriva della nostra commedia che ha progressivamente smussato i toni della critica e della satira tagliente per compiacere uno spettatore ormai anestetizzato e dimentico della memoria. Ettore Scola non era solipsista, non era un moralista né un accigliato fustigatore: cantava in coro con Gillo Pontecorvo e Citto Maselli nelle indimenticabili serate dei compleanni; si accalorava e litigava nelle cene alla trattoria Otello o alle riunioni dell'Anac (l'associazione storica dei cineasti italiani), ma sapeva sempre trovare la battuta che stemperava gli animi; ricordava il passato ma non ne era prigioniero e amava moltissimo i giovani di cui cercava di decifrare sgomenti e sogni. Ma restava intransigente sui suoi valori fondanti, dalla politica all'etica professionale e per questo si fa adesso fatica a trovare analoghe radici nella cultura dell'oggi. La più grande lezione di Ettore Scola risale alla sua formazione: lettore curioso e colto, capace sempre di coniugare temi "alti" con la cultura popolare, innamorato della gente comune, era prima di tutto un intellettuale calato nel suo tempo, capace di usare l'ironia come detonatore della coscienza. La sua era l'arte di Molière e di Dumas, un modo di narrare la vita che la proiettava sulla scena della Storia.

A.Ferraro--NZN