Portman, in The Gallerist a forza di compromessi mi sporco le mani di sangue
Con Jenna Ortega per la commedia nera al Sundance, parla anche dell'Ice
Uno dei temi del film che "ha avuto più rilevanza per me è quanto possa essere scivoloso il terreno del compromesso. Continui a dire sì, pensi di poter accettare tutto e prima che te ne accorga, ti ritrovi a lavarti il ;;sangue dalle mani". Lo dice con un un po' di ironia Natalie Portman nell'incontro con il pubblico dopo la proiezione al Sundance Film Festival di The Gallerist la commedia nera di Cathy Yan, con Jenna Ortega, Sterling K. Brown, Zach Galifianakis, Da'Vine Joy Randolph, Catherine Zeta-Jones, Daniel Bruhl e la popstar Charli Xcx (presente al festival anche con il mockumentary The moment, ndr) ambientata nel mondo dell'arte contemporanea, fra ipocrisie, paradossi e follie. "Si toccano argomenti che ci riguardano come artisti - aggiunge l'attrice -. Nel nostro lavoro qualcosa che viene dalle nostre emozioni diventa una merce, e in questo c'è un che sia di magico sia di orribile. Lo noti ancora di più quando vedi dei fondi finanziari prendere qualcosa che è nato dalle espressioni dell'anima per trasformarlo nell'equivalente di qualche lingotto d'oro, da tenere in un magazzino. Al tempo stesso, però tutti noi dipendiamo dal mercato per continuare a fare quello che amiamo". Nella storia, Portman è Polina Polinski, gallerista sull'orlo del fallimento che non riesce neanche più a trovare i soldi per riparare l'aria condizionata nella sua Art basel, dove sta preparando la mostra di un'artista emergente Stella Burgess (Randolph). L'arrivo a sorpresa l'influencer d'arte Dalton Hardberry (Zach Galifianakis) e una morte improvvisa, portano Polina, con l'aiuto dell'assistente Kiki (Ortega) a una soluzione tanto creativa quanto spietata. "Abbiamo assistito alla vendita per alcuni milioni di dollari di una banana attaccata al muro (un'opera di Cattelan, ndr), a cui abbiamo fatto riferimento nel film - ha spiegato Cathy Yan -. Mi ha sempre interessato il mondo dell'arte, chi lo indirizza, come si attribuisce a un'opera un valore. È tutto così nebuloso, così soggettivo. Credo sia un discorso che si possa applicare a molto di ciò che facciamo come artisti". Il debutto del film è avvenuto nei giorni dell'uccisione di Alex Pretti da parte degli agenti dell'Ice e Minneapolis, un tema su cui le protagoniste di The Gallerist hanno preso posizione: "Quello che Trump, Kristi Noem (segretaria alla sicurezza interna) e l'Ice stanno facendo ai nostri cittadini e alle persone prive di documenti è scandaloso e deve finire" ha commentato Portman. La morte di Pretti è "devastante, sono inorridita - ha detto Jenna Ortega -. L'assenza di qualche forma di punizione contro questi agenti da parte del governo è terrificante e scoraggiante".
B.Brunner--NZN