'Horror show', il museo dell'Academy celebra il cinema del terrore
In mostra a Los Angeles fino a febbraio 2027 cimeli, costumi e foto dai set più celebri
(di Lucia Magi) L'horror sta vivendo un momento d'oro. 'Resident Evil' è al cinema da una settimana e ha già superato i 120 milioni di dollari di incassi nel mondo, miglior esordio nella storia della saga. Durante l'estate, 'Backrooms' del ventunenne ex YouTuber Kane Parsons ha raccolto oltre 400 milioni, a fronte di un budget di 10, mentre 'Obsession' - esordio nel lungometraggio del ventiseienne Curry Barker - ha chiuso la sua corsa in sala sopra quota 500 milioni. Era costato 750 mila dollari. Difficilmente poteva darsi un tempismo più opportuno perché l'Academy Museum di Los Angeles consacrasse il cinema del terrore con un'ampia esposizione. "L'idea ci è venuta nel 2018, prima ancora che aprisse il museo. Per una coincidenza fortunata, siamo davvero nella congiuntura giusta per inaugurarla: l'horror ha riportato in sala un'intera generazione di spettatori, piace alla critica, fa affari d'oro e, per di più, siamo alla vigilia di Halloween", sorride soddisfatta la curatrice Jessica Niebel, in un'intervista rilasciata all'ANSA a margine della presentazione di 'The Horror Show', aperta dal 26 settembre al 25 luglio 2027 nella grande galleria al quarto piano del museo progettato da Renzo Piano. Le porte, verniciate di rosso con al centro la scritta "Entra se hai il coraggio", danno accesso a una prima stanza completamente buia. Nell'oscurità si inseguono gli archi stridenti di 'Psycho' di Alfred Hitchcock, le due note minacciose de 'Lo squalo' di Steven Spielberg, sussurri come "Vedo la gente morta" da 'Il sesto senso', grida, respiri affannosi, porte che scricchiolano. Sulle pareti nere scorrono sottotitoli descrittivi tipici del genere: "musica spaventosa", "porta che scricchiola". Entrati nella giusta disposizione d'animo, ci si ritrova in un lungo corridoio tappezzato di locandine originali dei classici del genere, da 'L'invasione degli ultracorpi' a 'Get Out', passando per 'Suspiria' di Dario Argento. L'esposizione raduna fotografie, filmati, costumi e oggetti di scena che arrivano dai magazzini del museo, da donazioni o da aste o archivi degli Studios. Centinaia di pezzi che hanno l'effetto dii amuleti e immediatamente riportano in gola la paura provata davanti allo schermo: il maglione a righe rosse e verdi del Freddy Krueger di 'Nightmare - Dal profondo della notte' di Wes Craven, la tuta arancione con maschera e museruola di Hannibal Lecter ne 'Il silenzio degli innocenti', lo scialle di lana di Mrs. Bates in 'Psycho'. Reliquie che bastano da sole a riaccendere il terrore, tipo la motosega di Patrick Bateman-Christian Bale in 'American Psycho' (2000), il borsone di tela da divano della zia Gladys di 'Weapons' (valsa l'Oscar a Amy Madigan), l'accetta con cui Jack (Nicholson) sfonda la porta in 'Shining' e il martello con cui Annie Wilkes spezza le caviglie del suo prigioniero in 'Misery non deve morire'. "L'horror ha moltissime derivazioni. Anche chi mi dice che non lo ama, troverà qui la sua stanza", continua Niebel. La mostra è infatti organizzata in sei grandi "camere": gotico, terrore psicologico, scienza, slasher, religione e fantasmi. Nella cripta gotica c'è il mantello indossato da Bela Lugosi in 'Dracula' (1931) appena restaurata dal museo e il costume di Gary Oldman nella versione di 60 anni successiva; il laboratorio della sezione scientifica raccoglie creature, protesi, disegni e storyboard di 'Frankenstein' (1931), 'Alien', 'La cosa' di John Carpenter, 'La mosca' di David Cronenberg e 'The Substance' (2024) di Coralie Fargeat, tra gli altri. Dalla penombra della casa degli slasher emergono invece serial killer a grandezza naturale, i manichini vestititi con costumi originali di Freddy Krueger, Michael Myers di 'Halloween', Ghostface di 'Scream' e Art the Clown di 'Terrifier'. Un mezzo busto di It indossato da Bill Skarsgård nel film del 2017 chiude il gruppo. Nel cerchio delle streghe ci sono costumi di 'Suspiria' di Luca Guadagnino, 'I peccatori' e 'Weapons', oltre allo spettacolare costume interamente ricoperto di fiori indossato da Florence Pugh in 'Midsommar' (2019) di Ari Aster, uno dei pezzi più complicati da trasportare e allestire. Il salotto di 'Poltergeist' è invece il regno dei fantasmi, con materiali da 'The Ring' a 'The Blair Witch Project'. Per uscire dall'incubo bisogna attraversare la Blood Room: pareti coperte da schizzi e colate di sangue, un catalogo delle infinite variazioni con cui il cinema ha imparato a tingere di rosso lo schermo. "L'horror ha attraversato periodi di enorme popolarità. È successo tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta con il grande ciclo Universal, poi con i film della Hammer, l'horror indipendente statunitense, i gialli italiani e così via. Continua a tornare, come un buon vampiro. Non se ne va mai - rilfette la curatrice - Tiene uno specchio puntato sulla società.Tira fuori le nostre paure più profonde e i nodi oscuri che preferiremmo non vedere. Porta tutto a galla e lo affronta. Un vero sollievo collettivo!".
T.L.Marti--NZN